LE ORIGINI

La Società Sportiva Virtus inizia la propria attività il 1 settembre 1950 grazie alla tenace volontà di un piccolo grande uomo, il Professore Don Armando Perucatti. La squadra "Allievi" si allena sul campo dell'oratorio di via del Sole agli ordini proprio di Don Perucatti fino al 1953 quando viene allestito un bel campo di gioco con fondo in asfalto in via Follonica per volere del fondatore della Virtus. Il primo campionato senior disputato dalla Virtus è quello di Prima Divisione del 1953-54 chiuso con la promozione in serie C, mentre l'anno seguente la squadra torna in Promozione per risalire prontamente in serie C nel 1955-56 ed arrivare in serie B a partire dalla stagione 1958-59. La Virtus sta cominciando ad avere un certo seguito grazie alla grande opera di Don Perucatti, aiutato da alcuni collaboratori che gli consentono di mandare avanti l'attività della società. La Virtus rimane in serie B fino al 1965 ed in questi anni si susseguono alla sua guida oltre a Don Perucatti, che si occupa anche dei più giovani, anche Ezio Cardaioli e Giorgio Brenci. L'ossatura della squadra è composta oltre che dall'inossidabile Mulinacci, già protagonista nei primi anni di vita della società insieme ai vari Bartali, Montermini e Campanini, dai più giovani Cappelli, Firmati e Biagini.
Sono questi gli anni degli accesi derby con la Mens Sana disputati nei campi all'aperto di via Follonica e dell'ex-Casa del Soldato fino a quando nella stagione 1964-65 la Virtus retrocede in Promozione. L'anno seguente l'allenatore della prima squadra è il Professor Bruno Casini, la Virtus gioca la sua prima stagione in quello che è il primo palazzetto al coperto di Siena e che ancora oggi è la sua casa, in quella via Vivaldi la cui piazzetta ha assunto il nome di Piazzetta Don Armando Perucatti proprio in onore del fondatore, scomparso nel 1990. Il palazzetto viene costruito per merito di Don Perucatti che dal niente, e con ben pochi soldi, riesce a far sorgere una struttura capace di ospitare incontri di pallacanestro, risparmiando su tutto quello che si può risparmiare, compresa la progettazione del tetto che esegue personalmente. La stagione 1965-66 è molto importante per la Virtus anche dal punto di vista sportivo con il raggiungimento dello spareggio a 3 per la promozione in serie C con Empoli e Costone, che vede primeggiare i cugini di Vallepiatta anche grazie al tesseramento all'ultimo momento di due giocatori provenienti dal Petrarca Padova in serie A. Con il suo 2° posto la Virtus ottiene il passaggio alla serie D, categoria nella quale è guidata dal modenese Franco Ferrarini che può disporre di una serie di giovani come Franchi, Neri, Focardi e Romei oltre che dell'immarcescibile Mulinacci e degli ormai esperti Biagini e Tagliatatela.
Intanto presidente della società è diventato il dr.Massone, nipote di Achille Sclavo e presidente dell'omonima società farmaceutica, che con passione si mette a dare una mano soprattutto dal punto di vista economico alla Virtus dove il solo Perucatti non può mandare avanti tutto nonostante l'aiuto della Curia.

GLI ANNI '70

Al termine della stagione 1968 Ferrarini viene sostituito con Giovanni Pasqualini, arrivato a Siena come dirigente della Sapori e che nella stagione precedente aveva fatto parte della squadra come giocatore, dopo aver avuto un passato anche in serie superiori. Pasqualini da allenatore ha voglia di fare bene e grazie ai suoi investimenti e a quelli di Massone la Virtus riprende slancio con l'innesto nell'organico di alcuni giocatori livornesi (Marmeggi, Soriani, Pellegrini) oltre che con il ritorno di Cappelli ed il lancio del giovane Fabio Giustarini. I rossoblu tornano così in serie C dove rimarranno ininterrottamente fino al 1977. Nel 1970 però Pasqualini passa alla Mens Sana come direttore generale in quanto la società biancoverde viene sponsorizzata direttamente dalla Sapori, e quindi la Virtus torna a vivere anni di ristrettezze economiche che non le impediscono comunque di mantenersi in serie C grazie al lancio di ragazzi prodotti dal proprio vivaio, mentre sono numerosi i derby con il Costone che si alterna fra serie B e serie C. Un esempio significativo di questa situazione è dato dalla stagione 1973-74, l'ultima con il Prof. Perucatti sulla panchina dei rossoblu, dove vengono introdotti in prima squadra giovanissimi come Gambelli, Badini, Franci, Monaci, Casprini, Dimitri che, ben coadiuvati dai più esperti Fattorini e Viti e da Tirabosco giunto dalla Mens Sana, ottengono una salvezza che all'inizio del campionato sembrava impossibile. Nel 1974-75 la squadra viene affidata alle mani del giovane Alessandro Finetti, già allenatore della Virtus due anni prima, che si ritrova in squadra l'esperto Campanini, uno degli artefici della promozione in A della Mens Sana, ed il promettente Fabio Bruttini.
La Virtus disputa due buone stagioni prima di retrocedere in serie D nell'anno sportivo 1976-77 dopo essere stata anche al comando della classifica nel girone d'andata. La squadra però non si scompone e l'arrivo in panchina del più volte nazionale Alfredo Barlucchi, oltre che in campo del giovane Paolo Neri arrivato a Siena come studente universitario e ai primi passi in senso assoluto nel mondo del basket, porta ad una immediata risalita in serie C con una campionato senza sconfitte e nel 1979-80, con l'inserimento del giovane Ceccarelli ed il ritorno di Fabio Giustarini, la Virtus riconquista per la seconda volta nella sua storia la serie B in una maniera del tutto inattesa grazie anche all'apporto dei vari Gambelli, Franci e Frati.La promozione si decide nelle ultime due giornate: la Virtus riesce nell'impresa di espugnare il mitico palazzetto di Piazza Azzarita a Bologna mentre Montecatini, perdendo sul campo dell'altra formazione promossa (Imola), si pregiudica la possibilità di agguantare i rossoblu perdendo il treno per lo spareggio per la B.

GLI ANNI '80

L'anno successivo la squadra retrocede in C1 anche a causa delle partenze di Giustarini e Franci e da lì inizia una picchiata che porta i rossoblu a scendere fino alla serie D nella stagione 1984-85. Con la retrocessione avviene anche il cambio di guida tecnica da Barlucchi a Roberto Morrocchi, che rimarrà sulla panchina della Virtus per cinque stagioni consecutive. Dopo un anno di assestamento e senza Cantagalli, passato alla Mens Sana nell'anno della sua retrocessione in B1, la Virtus si riprende la serie C in uno spareggio giocato a Lucca contro l'U.S.E. Empoli, raggiunta in classifica proprio all'ultima giornata. I punti di forza della squadra rossoblu sono, oltre al già citato Cantagalli, il play Babucci, le guardie Ricci e Marotto ed il pivot Nicola Dimitri (che è anche il capitano), mentre iniziano a farsi spazio i più giovani Ceccatelli e Tanganelli. Intanto nel 1983 Don Perucatti per motivi di salute è costretto a diminuire il suo impegno nella società e come presidente gli subentra l'avvocato Francesco Pletto. E' curioso notare come, in oltre 30 anni di attività alla Virtus, Don Perucatti abbia ricoperto il ruolo di presidente solo a partire dal 1977, quando ormai il suo ruolo stava diventando meno importante all'interno del sodalizio rossoblu dopo che nei primi 25 anni di storia virtussina ne era stato una sorta di "padre padrone" anche se con una passione straordinaria.
E' in questo momento che la Virtus acquista una sua precisa organizzazione societaria grazie soprattutto ad una serie di collaboratori come Bonin, Caselli, Cannoni, Francioni, Mannini, Martinelli, Neri, Rossi. La società cresce sotto tutti i punti di vista con una prima squadra che riesce a ritagliarsi il suo spazio in serie C ed un settore giovanile che vede un numero di ragazzi sempre maggiore frequentare il palazzetto di via Vivaldi, grazie anche al notevole impulso del minibasket il cui responsabile tecnico è Sandro Finetti.

GLI ANNI '90

Nel 1989 intanto cambia il presidente: Fabio Bruttini, terminata la carriera di giocatore e dopo aver fatto per un anno l'assistente di Barlucchi, assume la carica più importante della società dando nuovo impulso a tutto l'ambiente. La stagione 1989-90, l'ultima con Morrocchi sulla panchina rossoblu, vede infatti la Virtus partire tra le favorite nel campionato di serie C grazie agli acquisti di giocatori di spessore come Bacci, Anselmi e Paolo Cocchia da aggiungere ai confermati Cantagalli, Ceccatelli, Tanganelli, Marotto e al giovane Federico Firmati; dopo un brillante girone d'andata, chiuso al comando della classifica, i ragazzi di Morrocchi però calano e l'obiettivo promozione sfuma proprio mentre lontano dai campi di gioco viene a mancare il fondatore Don Armando Perucatti. Nel 1990-91 la Virtus decide così di affidarsi ad un giovane allenatore proveniente dalle giovanili Mens Sana: il suo nome è Marco Collini, che resterà alla guida dei rossoblu per un decennio cogliendo due promozioni in quello che è a tutti gli effetti il periodo d'oro della società. L'assenza di sponsor (l'abbinamento con la Cras non viene rinnovato) porta ad uno svecchiamento della squadra che comunque riesce a mantenersi in serie C, così come nelle stagioni seguenti quando la Virtus porta sulla maglia il marchio della Network Computer House (N.C.H.), l'azienda bolognese di software che per 14 stagioni affiancherà la società virtussina. Durante la gestione Collini fa grande sensazione lo scambio tra Virtus e Costone delle due rispettive bandiere Luca Cantagalli e Roberto Bruttini nella stagione 1992-93, mentre nel 1993-94 la Virtus ingaggia Letterio Visigalli, ormai giunto al termine della sua carriera in serie A con la Mens Sana, ma decisamente importante nel campionato di C1 dove infatti la Virtus riassapora il gusto della lotta al vertice. L'anno seguente bastano così pochi innesti mirati per dare in mano a Collini una formazione in grado di ottenere il salto di categoria. Il quintetto composto da Aprea, Costantini, Visigalli, Firmati e Colonnello è quello che riesce ad ottenere il passaggio in serie B2 coadiuvato da una panchina composta dal capitano Tanganelli, dal playmaker Giustarini (autore di due liberi decisivi nella incredibile finale play-off con Arezzo giocata davanti ad un PalaVivaldi stracolmo) e dai giovani Bisconti, Andrea Bruttini e Tommasi. La stagione d'oro della N.C.H. Virtus è completata dal traguardo delle Finali Nazionali Cadetti con la squadra allenata da Carlo Piperno e composta dai giocatori nati negli anni 1978-79, già protagonisti della vittoria del titolo regionale Propaganda e del prestigioso torneo "Viva Keita" di Pesaro nell'anno 1991. In B2 la Virtus continua a crescere e per due anni sfiora la promozione. Nel 1997-98 il presidente Bruttini ed il general manager Marco Pisani decidono di fare le cose in grande ingaggiando addirittura Rod Griffin, primo straniero a vestire la maglia della Virtus grazie al passaporto italiano ottenuto per matrimonio e capace di fare la differenza anche dopo la soglia dei 40 anni.
Il cammino per la B1 però è difficile dato che l'altro prestigioso acquisto estivo, il play livornese Walter De Raffaele, si infortuna gravemente al tendine d'Achille alla quinta giornata. Al suo posto la Virtus inserisce Daniele Biganzoli, play varesino di grande talento che si rivelerà fondamentale per la promozione in B1. Proprio un suo canestro all'ultimo secondo a Vigna di Valle contro le talentuose Forze Armate regala ai rossoblu la possibilità di giocarsi la promozione in casa contro il San Giovanni Valdarno nell'ultimo turno. In un Palavivaldi gremito la Virtus vince nettamente 91-70. I protagonisti dell'impresa, oltre a coach Collini ed al suo assistente Zanotti, sono i play Aprea, Biganzoli e Braccagni, gli esterni Costantini, Valerio e Visigalli ed i lunghi Cencioni, Firmati, Griffin e Sulpizio. La Virtus sponsorizzata N.C.H. raggiunge così la B1 con la seconda promozione in 4 anni, issandosi alle soglie del basket professionistico. Un traguardo impensabile nel 1950 quando Don Armando Perucatti fondò una piccola società dedita soprattutto alla crescita dei ragazzi in un ambiente sano e familiare.

A CAVALLO DEL NUOVO MILLENNIO

In B1 le cose non sono facili per la Virtus che, nonostante arrivi prestigiosi come Guerrini e Aimaretti, si salva solo ai playout contro Padova. Tra le cause della stagione al di sotto delle aspettative c’è anche il fatto di non poter più disputare le gare interne al PalaVivaldi per limiti di capienza (5 sconfitte in 5 stagioni l'incredibile bilancio sulle lastre del palasport di casa negli anni precedenti), con conseguente migrazione al Palasclavo, troppo grande e dispersivo per gli affezionatissimi, ma purtroppo non molto numerosi sostenitori. Anche il 1999-2000 è un anno difficile per la Nch. L’infortunio alla prima giornata del colpo di mercato Giuseppe Falco condiziona il rendimento della squadra e, dopo una sconfitta a Mestre, appena prima di Natale, arriva il doloroso esonero di Marco Collini. Al suo posto arriva Slavko Djukic, allenatore slavo di buona esperienza ma che non riesce ad ottenere i risultati sperat,i nonostante gli inserimenti del mercato invernale Volpato e Stama. Dopo una sconfitta a Pavia ed il conseguente ultimo posto in classifica insieme a Cagliari, Djukic viene sostituito da Dado Lombardi. Il tecnico livornese con un filotto di 7 vittorie consecutive porta la squadra dall'ultimo posto che aveva al 7° finale, che vale il primo storico accesso ai play-off promozione per la A2. La sconfitta nei play-off in una serie durissima anche a livello ambientale contro Vigevano viene vissuta con serenità dalla dirigenza virtussina che pensa con pochi ritocchi e confermando Lombardi sulla panchina di poter ambire ad uno dei 6 posti in palio per la promozione in LegA2 l'anno successivo. Le cose però vanno diversamente e nonostante i tanti acquisti di nome (Casalvieri, Paoli, Zorzolo), la panchina di Lombardi salta dopo una sconfitta interna con Bergamo, con un canestro da metà campo di Burini allo scadere. Per una gara il capo allenatore è Andrea Merletti (giovane allenatore che viene dalla promozione in A1 con Roseto, arrivato a sostituire Zanotti come assistente) che ottiene i due punti in casa contro Cagliari prima di tornare al suo ruolo di vice con l'arrivo di Andrea Zanchi. Nel mercato di riparazione arrivano due pezzi da novanta come Roberto Feliciangeli, ed addirittura Pace Mannion, nel chiaro intento di ottenere la promozione, ma la squadra non decolla e a due gare dalla fine Zanchi viene sostituito da Merletti, che ottiene la salvezza contro Trapani e la conferma per l’anno seguente. Il tecnico abruzzese viene però esonerato dopo quattro giornate e al suo posto arriva Marco Schiavi. Anche in questa stagione le cose però non vanno bene ed i rossoblu, nonostante i soliti innesti di peso a gennaio (Cattani e Carpineti), si salva solo ai play-out contro Imola. Nel 2002-03 il roster della prima squadra presenta ben quattro elementi che giocano ancora nella formazione juniores: si tratta degli '84 Alessandro Agosta, Daniele Bruttini e Vincenzo Di Viccaro e di Giovanni Coronini, classe '85. L'inserimento in B Eccellenza di questi ragazzi prodotti dal vivaio virtussino è il frutto di una politica societaria che ormai da diverse stagioni permette alle squadre giovanili rossoblu di essere tra le protagoniste alle finali nazionali delle varie categorie. Il settore giovanile virtussino era sempre stato florido negli anni '90, ma non aveva mai avuto picchi elevati se si esclude le finali nazionali cadetti del 1995 a San Vincenzo con il già ricordato gruppo del '78 ed aveva sempre sfruttato al massimo le risorse locali, visto che non poteva permettersi di reclutare fuori dalla regione. L'inizio del miglioramento del settore giovanile si può fissare nel 1998-99 con l'arrivo di Maurizio Lasi come responsabile tecnico. In questa stagione arriva subito un successo importante, anche se ottenuto in un campionato regionale, con gli juniores di Andrea Zanotti. Nel frattempo Lasi va a Fabriano che gli propone il ruolo di assistente allenatore a Bucci in A2 e lascia così vacante il posto di responsabile tecnico, che viene occupato a partire dalla stagione 1999-2000 da Umberto Vezzosi. il coach di Poggibonsi inizia un’opera di reclutamento che negli anni porterà tantissime Finali Nazionali, Scudetti e tanti giocatori in prima squadra e nei campionati professionistici. Nel 2002 gli Juniores allenati da Filippo Palumbi arrivano fino alla finale scudetto, persa contro il Campus Varese. La dirigenza di via Vivaldi si convince che è arrivato il momento di inserirli in pianta stabile in prima squadra affiancandoli a giocatori confermati di sicuro affidamento come Brigo, Binotto, Gironi, Pier Filippo Rossi, Pablo Nocioni e Luca Rossi, il tutto sotto la guida del confermato Marco Schiavi, che già l'anno prima aveva trovato spazi importanti per il giovane Di Viccaro. Dopo un inizio positivo i risultati cominciano a peggiorare e le solite correzioni nel mercato (Andrea Porcellini e l'ala argentina Luciano Masieri), non salvano la panchina di Marco Schiavi, che viene sollevato dall'incarico per far posto a Umberto Vezzosi, chiamato a salvare la squadra. Vezzosi riesce nella missione salvezza con un bilancio di 6 vittorie 2 sconfitte e, a campionato ultimato, Filippo Palumbi, che della prima squadra è l'assistente, può preparare al meglio le Finali Juniores di Rimini, dove i rossoblu si presentano come una delle squadre favorite: i ragazzi non tradiscono le attese, riuscendo a vincere tutte e sei le partite giocate e portando così alla Virtus il primo titolo italiano della sua storia ed il primo successo nella categoria Juniores, la più importante in ambito giovanile, nella Città del Palio.

2003-2004

Per la prima volta la Virtus viene inserita nel girone B. Sulla panchina arriva un coach molto preparato sui giovani come Federico Danna, al quale viene consegnata una squadra composta da 5 campioni d’Italia più 5 senior di comprovata esperienza fra i quali spicca Sandro Dell’Agnello. Anche in questa stagione la Virtus alterna buone prove casalinghe ad una serie di sconfitte in trasferta. La classifica comincia a diventare difficile e la sconfitta alla prima di ritorno contro Campli, alla prima partita del play italo-americano Matt Alosa, dopo essere stati in vantaggio anche di 20 punti, costa l’esonero a Danna. Dopo una netta sconfitta a Trapani nella quale la conduzione tecnica è affidata al giocatore-allenatore Dell’Agnello, coadiuvato dal vice Massimiliano Giannoni, la società riaffida la prima squadra a Vezzosi, che può disporre anche di un altro nuovo acquisto di spessore, Saverio Coltellacci. Tre vittorie nelle ultime 5 gare (decisiva in particolare quella a Pistoia) danno il 12° posto alla Virtus con 20 punti e l’opportunità di iniziare i play-out dal primo turno. Contro Soresina finisce 2-1 per i lombardi, ma il secondo turno contro Padova vede i rossoblu avere il vantaggio del fattore campo. Sulla situazione di 1-1 la serie va gara 3. La partita viene disputata a Colle per l’indisponibilità del Palasclavo e a poco più di un minuto Padova è avanti di 7 punti, ma la Virtus recupera e sorpassa a 20” secondi dalla fine con una tripla di Carlo Farnetani, chiamato in campo per la prima volta in stagione in quell’occasione ed eroe della salvezza. Il 2004 è anche l’anno delle 4 finali nazionali conquistate dal settore giovanile, unico in Italia a portare tutte le formazioni all’atto conclusivo della stagione, tanto da meritare il premio “Reverberi” come miglior settore giovanile d’Italia. Di rilievo in particolare il risultato degli under 20, secondi a Martina Franca, sconfitti in finale dalla Mens Sana, ed il 4° posto degli Under 14 di Piperno a Porto San Giorgio.

2004-2005

Dopo aver acciuffato due salvezze che in certi momenti erano sembrate insperate, sulla panchina rossoblu viene confermato Umberto Vezzosi e come campo di gara viene scelto l’impianto di Colle val d’Elsa, inoltre lo storico marchio NCH lascia e viene sostituito dalla Montepaschi Vita. La formazione viene rinnovata quasi integralmente e viene definitivamente lanciato il gioiellino di casa Davide Bruttini, che già aveva fatto le sue prime apparizioni nell’anno precedente. La stagione però è difficile e la Virtus naviga sempre nella zona medio bassa della classifica, nonostante alcuni acuti come la vittoria sul campo della capolista Cento. Nel roster Ragionieri, che doveva essere il leader della squadra, viene prima affiancato da Burini e poi sostituito da Scorrano. Dopo la bella vittoria sul campo della capolista Cento con Bruttini in grande evidenza nel finale di gara la Virtus non trova continuità e alla fine della stagione arrivano 4 sconfitte consecutive, compresa l’ultima molto netta in casa con Pistoia che non causa la retrocessione diretta solo per la contemporanea sconfitta interna di Argenta contro Sant’Antimo (dove gioca Tomasiello). La Virtus arriva così 15° (peggior piazzamento di sempre) con 20 punti ed entra nei play-out solo al secondo turno. Vezzosi si dimette e al suo posto arriva Giovanni “Ninni” Gebbia che perde la serie con Ragusa (sua città natale) per 2-1, ma poi salva la Virtus al terzo turno sconfiggendo Oderzo in 2 partite.

2005-2006

La Virtus inizia la stagione con allenatore Luigi Piatti, già assistente in prima squadra e coach degli Juniores che hanno sfiorato il clamoroso sgambetto alla Mens Sana nella finalissima giocato a Lignano Sabbiadoro che ha visto Davide Bruttini Mvp. Lo stesso Bruttini in estate si accorda con la Fortitudo Bologna, ma rimane in prestito alla Virtus, mentre viene lanciato il classe ’88 Marco Giuri. Per la Virtus è anche il primo anno senza la presenza del general manager Marco Pisani, artefice di tutte le squadre dell’ultimo decennio. L’inizio della formazione rossoblu però è disastroso con 1 vinta e 5 perse e Bruttini parte subito per Bologna, sostituito dall’esperto pivot Marco Binetti che fa il suo esordio nella difficile trasferta a Veroli allenata da Stefano Salieri, così come il 15enne Roberto Rullo nuovo gioiello del prolifico vivaio virtussino. La Virtus perde e Piatti viene sostituito con Francesco Binetti che riesce a far cambiare almeno parzialmente marcia ai rossoblu ottenendo un 13° posto finale ed una bella salvezza ai play-out contro Matera in 2 partite

2006-07

E’ l’anno di svolta per la Virtus che sceglie Salieri come allenatore e ringiovanisce definitivamente la formazione con il più vecchio, Raschi, che ha 27 anni. Da febbraio 2006 poi c’è un nuovo general manager, Andrea Barlucchi ed il campo di gioco torna ad essere il Palasclavo. L’obiettivo è la salvezza anche perché la nuova riforma prevede la riduzione della squadre di B1 da 16 a 14, con 8 retrocessioni totali. Nonostante l’infortunio a Mei (ginocchio, fuori per tutta la stagione) la Virtus questa volta non ricorre al mercato e conduce una stagione sempre fra le prime 8, esprimendo anche un ottimo gioco. Episodi chiave della stagione la vittoria casalinga contro Veroli con un tiro da oltre metà campo di Tomasiello e il successo contro Pistoia all’ultima giornata dopo un supplementare, che sancisce il definitivo approdo ai play-off dei rossoblu. Contro Venezia la Virtus però è stanca e perde2-0, anche se entrambe le sconfitte maturano con uno scarto minimo.

2007-08

Salieri rimane confermatissimo sulla panchina della Virtus (da quest’anno targata Consum.it) e conduce una stagione spettacolare. I rossoblu prendono la vetta della classifica alla settima giornata e non la mollano praticamente fino alla fine, quando alcuni infortuni (Furlanetto-Casadei) uniti a quello durato tutto l’anno di Zambrini, compromettono le ultime due partite con Latina e Osimo, arrivando così al terzo posto finale con 36 punti. Nel frattempo la Virtus aveva vinto la Coppa Italia di Serie A Dilettanti (nuova denominazione del torneo) nella prestigiosa cornice del palalido, battendo nella finalissima Trapani. Nei play-off l a Virtus prima liquida Matera (bestia nera di Salieri che era 0-4 con i lucani sulla panchina della Virtus) con un netto 2-0, poi però soccombe 3-0 contro Trapani anche perché si infortuna il validissimo Ferrero (premiato durante l’anno come miglior under del torneo). Da ricordare nella stagione anche la partita contro Gragnano nella quale Evangelisti segna il record di segnature per un virtussino in A dilettanti (47 punti).

2008-09

Perso l’allenatore Salieri, che tenta la carta della Legadue con Pavia e si porta dietro Evangelisti e Ammannato, la Virtus sceglie come allenatore Marcello Billeri, mentre Pietro Dinoi è il nuovo dirigente responsabile per la prima squadra, dopo la rottura del rapporto con Barlucchi avvenuta già nel 2007. L’inizio è buono con 3 vittorie, ma poi arrivano anche alcune sconfitte interne e, dopo il riassetto della rosa con la cessione di Alessandri a Palestrina ed il ritorno di Zambrini, inizia la risalita della squadra che, con un ottimo girone di ritorno arriva al 2° posto finale, miglior piazzamento della storia, con 34 punti. Nei play-off cadono prima Potenza (2-1), poi Ferentino (3-2) e Casalpusterlengo (3-2) per arrivare alla finalissima contro Latina persa 3-2. Nell’estate, con la retrocessione d’ufficio della Fortitudo Bologna, si libera uno spazio in Legadue che la Virtus però non si può permettere, rimanendo così in A dilettanti. Intanto gli Under 15 allenati da Umberto Vezzosi vincono a Bormio il secondo scudetto giovanile per la Virtus, confermando l’ottimo lavoro di reclutamento e sviluppo della società rossoblu.

2009-10

Confermato Billeri in panchina la squadra si affida ancora all’asse Tomasiello-Casadei per cercare di raggiungere una salvezza tranquilla, grazie anche all’apporto del giovane talento Portannese e della crescita del gigante Cuccarolo. L’infortunio al capitano nel mese di gennaio e quello a Derraa a marzo complicano un po’ i piani salvezza ma danno anche l’opportunità a coach Billeri di responsabilizzare maggiormente il prodotto del vivaio Manuel Diomede e soprattutto di inserire in campo il ’94 Matteo Imbrò, che si fa trovare pronto quasi come un veterano. Il settimo posto finale dà l’accesso ai play-off nei quali i virtussini eliminano a sorpresa Ostuni, prima di cadere in semifinale, non senza lottare fino alla fine, contro la solida San Severo.

2010-11

La stagione si presenta difficilissima per una riforma del campionato che prevede la retrocessione di ben 16 squadre sulle 32 partecipanti ai due gironi di serie A dilettanti. Il presidente Bruttini prova comunque ad allestire una formazione competitiva che può ancora contare sull’apporto di Tomasiello e Casadei, rispettivamente alla quinta e alla quarta stagione in piazzetta Don Perucatti. Con Billeri ancora in panchina e purtroppo senza il medico Luca Finetti, tragicamente scomparso ad agosto, la Virtus in precampionato ottiene una qualificazione alle final four di Coppa Italia che fa ben sperare, ma la stagione è durissima e, pur con l’innesto di Portannese a dicembre ed una incredibile vittoria a Castelletto Ticino con tripla sulla sirena di Tomasiello, la squadra non ingrana e a gennaio Billeri viene sostituito con Salieri. Il ritorno dell’allenatore di Castel San Pietro dà nuova linfa ai rossoblu che sembrano poter uscire dalla zona retrocessione, ma vengono fermati dagli infortuni di Casagrande e soprattutto Casadei. Senza di loro arriva comunque un’incredibile vittoria in Coppa Italia a Montecatini in finale contro Trento, grazie soprattutto ai due giovanissimi Matteo Imbrò ed Amedeo Tessitori, entrambi del ’94 ed MVP della manifestazione. La sconfitta all’ultima giornata a Torino relega però la Virtus all’undicesimo posto in classifica, il primo per le retrocessioni dirette. In ambito giovanile gli Under 17 di Umberto Vezzosi vincono lo scudetto a Bologna battendo in finale i padroni di casa della Virtus per 102-71 al termine di una stagione senza sconfitte, mentre gli Under 19 di Matteo Mecacci si devono accontentare di un secondo posto a Cividale del Friuli, sconfitti dalla Benetton Treviso degli stranieri Ivanov, Mazic e soprattutto Dino Repesa che, con 4 triple consecutive nell’ultimo periodo dopo un torneo anonimo, sigla la beffarda rimonta dei trevigiani di Vertemati.

2011-12

La Virtus viene ripescata in Divisone Nazionale A, nuovo nome del campionato che dopo la riforma vede la partecipazione di 24 formazioni distribuite in 4 division stile NBA. Come allenatore viene promosso il giovanissimo Matteo Mecacci, classe ’86, senese, formatosi interamente all’interno della società virtussina, reduce dalla bella e sfortunata avventura con gli Under 19 e da 4 stagioni vice allenatore in prima squadra. Il roster è composto per 7/10 da giovani del vivaio e completato dai senior Stefano Simeoli e Nicola Mei (di ritorno dopo la stagione 2006/07) e dal ’92 di proprietà Virtus Bologna Gabriele Spizzichini. Proprio in direzione Bologna è invece partito Imbrò, lasciando il ruolo di prospetto più interessante fra i virtussini ad Amedeo Tessitori (premiato poi come miglior Under del campionato). La prima parte di stagione è positiva, con la vittoria all’esordio a Fabriano ed alcuni successi esterni in rimonta come a Chieti e a Santarcangelo di Romagna, poi però arrivano alcune sconfitte in serie e a febbraio la società interviene sul mercato inserendo prima il lungo Colli e poi il play Bonfiglio, entrambi classe ’88. In casa la squadra di Mecacci inizia a macinare vittorie, ma in trasferta non avviene il cambio di passo e, complice l’incredibile finale di stagione di Santarcangelo, arriva all’ultimo posto nella division alla pari con Firenze ma indietro per via degli scontri diretti. Nei play-out i ragazzi di Mecacci si trovano proprio di fronte i cugini fiorentini, che hanno la meglio per 2-0, vincendo entrambi gli incontri nei secondi finali. Nell’ultimo turno play-out i rossoblu si trovano quindi di fronte Castelletto Ticino e, nella gara 3 in riva al lago Maggiore, sprecano la possibilità di vincere con due liberi sbagliati da Pascolo a 1” dalla fine. Nel supplementare i padroni di casa, sfruttando anche le uscite per falli fra i virtussini, condannano la Consum.it alla retrocessione, la seconda consecutiva, che costringe il sodalizio di piazzetta Don Perucatti ad abbandonare il terzo campionato italiano dopo ben 14 anni.

2012-13

La Virtus torna in DNB ed affida la propria squadra a Umberto Vezzosi, mentre il nuovo responsabile è Egidio Bianchi, che costituisce un gruppo interamente di ragazzi, affiancati dalla conferma di Colli sotto canestro e dal ritorno di Alessandri, cresciuto nelle giovanili virtussine, mentre Tessitori viene ceduto a Sassari che lo gira a Forlì in Legadue per fargli fare esperienza. L’inizio, dopo il successo a Civitanova, non è dei migliori con una serie di sconfitte in casa ma, dopo la vittoria esterna nel derby con il Costone (a oltre 20 anni di distanza dall’ultimo), la Virtus inizia a crescere e a gennaio, con l’innesto del cavallo di ritorno Thomas De Min (in rossoblu dal 2006 al 2009), scala le posizioni in classifica. Nel girone di ritorno i rossoblu sono virtualmente primi in classifica insieme alla corazzata Ravenna (imbattuta nelle prime 20 giornate) e alla matricola terribile Cento. I play-off vengono raggiunti proprio all’ultima giornata con il successo a Rimini ed al primo turno l’avversario è la Computer Gross Empoli. Le due squadre danno vita a tre partite accesissime che vedono il successo finale dei rossoblu in gara 3 sul parquet empolese. In semifinale la Consum.it si trova di fronte l’Affrico Firenze e stavolta i virtussini devono soccombere davanti alla maggiore esperienza degli avversari. Anche la stagione giovanile è ricca di soddisfazioni con gli Under 19 che arrivano ai quarti di finale, mentre gli under 17, trascinati da Pierfrancesco Oliva, raggiungono a sorpresa la finalissima, dove vengono sconfitti da Milano per 58-55, e gli under 14 si qualificano per le finali di Bormio, arrivando ai quarti di finale.

2013-14 "DOPO IL MONTE"

La crisi del Monte dei Paschi colpisce profondamente lo sport senese e la Virtus, complice il mancato rinnovo dello sponsor Consum.it, decide di autoretrocedersi in C regionale. La squadra quindi viene composta interamente da ragazzi usciti dal vivaio rossoblu ed affidata a Federico Vignola, mentre Vezzosi resta alla guida delle giovanili. A dicembre dopo il derby casalingo perso con il Costone Vignola viene prima affiancato e, dopo una gara in coabitazione, sostituito da Daniele Ricci alla guida della squadra. La modifica della formula a stagione in corso, con sei promozioni invece di due sole, e l’inserimento in rosa di Simone Lenardon, cambiano le prospettive della squadra che, dopo aver perso la finale di Coppa Toscana, ritrova proprio i grossetani nella finale play-off- Stavolta il risultato è diverso, i rossoblu vincono la serie 3-1 e salgono subito in C Nazionale, mettendo in mostra il talento emergente Luca Severini.

2014-15

Nella serie superiore la Virtus non sfigura, anche per l’innesto del giovane Ferdinando Nasello e la crescita di Gerlando Imbrò, Gianmarco Olleia, Franci Zeneli e del capitano Federico Bianchi. A Natale dopo il successo interno contro San Miniato la Virtus, che da questa stagione è sponsorizzata “La Sovrana Pulizie”, è addirittura al primo posto. Al termine della stagione regolare la formazione allenata da Ricci raggiunge il terzo posto, l’ultimo utile per i play-off, dove solo per la peggior differenza canestri con Vicenza, non si qualifica per lo spareggio promozione. A livello giovanile fa notizia la formazione Under 19 allenata da Vezzosi e gestita insieme alla rinata Mens Sana, esperienza che però non avrà un seguito. Al termine della stagione Vezzosi e la Virtus si separano consensualmente dopo 16 anni e la società di piazzetta Don Perucatti chiude anche l’esperienza della foresteria.

2015-16

Sulla panchina rossoblu arriva Francesco Braccagni in un campionato che vede addirittura tre fasi. La Fip infatti ha riunito le squadre di C Nazionale e C regionale, con i rossoblu che si ritrovano ad affrontare il Costone, stavolta sconfitto in entrambe le occasioni. Al termine della prima fase i rossoblu si guadagnano l’accesso alla C Gold, nella seconda si qualificano per la poule promozione e nella terza arriva una sorprendente promozione in serie B con un turno di anticipo, grazie alla vittoria in casa con Tolentino. Dopo sole tre stagioni la Virtus torna dove era prima, ma senza l’apporto economico del colosso MPS, un traguardo davvero impensabile. Grande soddisfazione anche per la Finale Nazionale Under 20 Elite raggiunta dalla formazione allenata da Maurizio Tozzi, segno di un vivaio sempre produttivo anche con il nuovo responsabile Carlo Piperno

2016-17

In B la Virtus guidata da Braccagni gioca una stagione combattiva, condita da tanti successi interni al PalaCorsoni (Il PalaPerucatti non è omologato per la serie B). L’arrivo dal Costone di Alessandro Nepi, oltre che quello dell’ex mensanino Lorenzo Bruno, danno profondità al roster, ma l’annata si conclude con un’amara retrocessione ai play-out. I rossoblu infatti arrivano a pari merito con Varese, ma sono dodicesimi per differenza canestri e sono quindi costretti a giocare i play-out contro Oleggio, che vince lo spareggio 2-0. Come parziale soddisfazione ci sono i risultati del settore giovanile, che vede la conquista dei titoli regionali per le formazioni Under 13, Under 16 regionali e Under 20 elite.

2017-18

La retrocessione porta la separazione da Braccagni e al suo posto la guida tecnica viene assegnata a Maurizio Tozzi, già assistente ai tempi di Ricci, coadiuvato da Edoardo Ceccarelli, nello staff della prima squadra dalla stagione 2013-14. La Sovrana Pulizie, che ha inserito Pucci e Simeoli al posto dei partenti Nasello e Bruno, conduce una stagione di vertice fin dall’inizio, giocandosi il primo posto con il Pino Firenze, l’avversaria principale di queste stagioni. I fiorentini vincono la finale di Coppa Toscana contro i rossoblu, ma nel girone di ritorno di campionato il successo senese al Palacoverciano consegna il primo posto alla Virtus, con il vantaggio del fattore campo per tutti i play-off. Nella fase finale i rossoblu si sbarazzano con un secco 2-0 sia di Agliana che di Castelfiorentino ed in finale trovano la Pielle Livorno, trascinata da un numero di tifosi incredibile per la categoria (più di duemila persone a Livorno), e capace di eliminare Firenze nei quarti di finale. La finale è tiratissima, con la Virtus che vince gara 1 in rimonta, mentre in gara 2 Livorno espugna il PalaCorsoni, anche per l’infortunio a Simeoli per un colpo di Toppo, poi squalificato per due giornate. A Livorno la squadra di Tozzi compie l’impresa in gara 3 e, dopo la sconfitta in gara 4, si gioca la promozione in una calda domenica di giugno al PalaCorsoni. La Sovrana Pulizie gioca una partita quasi perfetta davanti ad una cornice di pubblico straordinaria e ottiene la promozione in B, terza promozione assoluta nelle ultime 5 stagioni.

2018-19

Il ritorno in B è ancora più complicato rispetto alla stagione 206-17. La Virtus, affidata sempre a Maurizio Tozzi e allestita dal direttore sportivo Gabriele Voltolini, sempre più importante all’interno della società dopo che Egidio Bianchi è diventato presidente della Legabasket, soffre oltremodo il ritiro dall’attività agonistica di Simone Lenardon, i cui sostituti Simone Orsini e Alessandro Maccaferri non producono il rendimento sperato. Alla fine i rossoblu si piazzano al quindicesimo posto e giocano i playout contro Montecatini ma, nonostante una crescita nel finale di stagione con l’utilizzo di Nepi da play, non riescono ad evitare la retrocessione, perdendo la serie 3-0. A stemperare la delusione ci pensa il settore giovanile, con le Finali Nazionali raggiunte dagli Under 15 eccellenza con coach Andrea Spinello, ed il titolo regionale degli Under 20 di Edoardo Ceccarelli, capaci di vincere in finale contro la Mens Sana di coach Maurizio Lasi.